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Male di testa: che sarà !

LO SAI CHE...bambini/e > CONSIGLIO SE...

Di cosa si tratta
Capita spesso di non essere sicuri che un bambinetto che si lamenta di mal di testa ce l'abbia veramente; in sostanza, esiste il dubbio della "simulazione": i bambini, soprattutto se in casa qualcuno soffre di cefalea, sono molto lesti ad "usare" il sintomo per attirare l'attenzione! Premesso che è sempre meglio eccedere in prudenza, possiamo ragionevolmente sospettare, almeno per ora, che "non si tratta di un gran mal di testa" se:
il bambino non piange per il dolore, ma semplicemente "dice" di avere mal di testa
il bambino non interrompe il gioco per il dolore
il dolore dura poco o scompare rapidamente con qualche coccola o distraendo il bambino
il bambino non si sveglia di notte per il dolore
il bambino per il resto sta bene e si comporta normalmente


E' comunque importante, durante la fase di osservazione, evitare di commentare il problema in presenza del bambino e tanto meno continuare a chiedere al bambino se ha mal di testa: un bambino, soprattutto se piccolo, non è capace di nascondere un dolore importante, neanche ..... per evitare di andare dal pediatra!
Quanto detto vale per il bambino piccolo, sotto i 5 anni, e potrebbe essere ripetuto per molte altre situazioni associate a dolore (dolore alla pancia, alle gambe, e così via).
Nel bambino più grandicello, e soprattutto nell'adolescenza, il problema non è escludere la simulazione, ma capirne le cause.
Queste, spesso, sono banali:
malattie virali (raffreddore)
febbre alta
fame (compare verso sera)
ciclo mestruale
problemi visivi (compare dopo un periodo di lettura, dopo i compiti, o dopo la TV)
sinusite


Cefalea "tensiva"
La causa di gran lunga più frequente è però la tensione emotiva (cefalea "muscolo-tensiva"):


è tipica del bambino grandicello e soprattutto dell'adolescente (e anche dell'adulto)
è dovuta alla contrazione persistente dei muscoli del collo e della testa
si manifesta con dolore è diffuso (spesso "a cerchio") o localizzato alla fronte o alla nuca
dura da 2 a 8 ore, e tende a ripresentarsi
Tra i fattori favorenti:
le situazioni stressanti (conflitti con i genitori, attese per risultati scolastici o sportivi, problemi in famiglia, lunghi periodi dedicati a video-giochi o al computer, ansia di varia origine, vita disordinata, ecc.)
le intense stimolazioni luminose


Emicrania
Un altro tipo di mal di testa relativamente frequente nell'adolescenza (5% dei soggetti) è l'emicrania
è spesso familiare (un'altro familiare stretto ne è affetto)
il dolore è molto forte, tale da costringere il ragazzo/a a sospendere ogni attività
è spesso pulsante (a "lama" o a "martello")
è localizzato in genere alla fronte e agli occhi, più spesso da ambedue i lati, talora solo a una meta del capo
il bambino non sopporta rumori e vuole stare al buio
è frequentemente preceduto e accompagnato da irrequietezza, nausea e vomito, vertigini, talora disturbi visivi, uditivi o della sensibilità, spesso con lo stessa sequenza ad ogni accesso (tanto che si parla di "aura" preparatoria della crisi)
la durata varia da poche ore (più spesso) a diversi giorni
si ripresenta con cadenza talora giornaliera, altre volte settimanale o mensile



Cosa fare
Mettete il bambino disteso e a riposo in un ambiente tranquillo finchè non si sente meglio
Se ha fame, dategli da mangiare qualcosa di leggero
Somministrategli un farmaco antidolorifico (ad esempio paracetamolo, al dosaggio per la febbre) eventualmente ripetendo la somministrazione dopo 4 ore se il dolore non si attenua
Chiamate il medico immediatamente se il bambino:
lamenta un dolore molto forte e piange continuamente
è confuso o sonnolento e difficile da risvegliare
vede doppio o non ci vede, o ha difficoltà a parlare o a camminare
continua a vomitare
ha il collo rigido
sembra stare male
Chiamate il medico senza urgenza se:
il problema si ripete spesso
il mal di testa sembra peggiorare
avete qualsiasi dubbio da chiarire
Cefalea da tensione emotiva
Se al vostro bambino il medico ha diagnosticato una cefalea muscolo-tensiva, seguite i seguenti suggerimenti:
regolarizzate i ritmi di vita (per quanto riguarda gli orari di studio, l'alimentazione, le pause di relax, il riposo notturno, ecc.)
ricorrete a tecniche di rilassamento nelle pause di studio
favorite una regolare attività sportiva
intervenite il più rapidamente possibile in caso di attacco, ad esempio con paracetamolo: l'efficacia del farmaco è tanto maggiore quanto più precoce è la sua somministrazione


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